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Utente: UccioParanza
Nome: Uccio Paranza
H 24 a bordo della PARANZA 1 circumnavigo indefesso Mar Piccolo e Mar Grande alla spasmodica ricerca delle nostre "travi nell'occhio" !!

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venerdì, 06 febbraio 2009

IL SILENZIO DEGLI INNOCENTI

Quello di "capo dello stato" è un ruolo assolutamente anticostituzionale. Provvederemo ad eliminarlo con un disegno di legge che discuteremo nella prossima riunione di gabinetto. Spero solo che i rotoloni regina siano davvero così lunghi....

berlusca

 

 


postato da: UccioParanza alle ore 18:03 | link | commenti
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martedì, 13 gennaio 2009

ACCERCHIATI !! ( HOSTAGE )

Allora, ricapitoliamo : uscita per TARANTO sulla Brindisi - Taranto "ostruita" causa lavori in corso ; uscita TARANTO CENTRO sul Punta Penna chiusa causa lavori in corso ; traffico rallentato sul PONTE DI PIETRA ( ingresso dalla Città Vecchia ) causa lavori in corso. Giusto per non farci mancare niente si è messo pure a piover copiosamente. Risultato ? Siamo in ostaggio. Non possiamo ne entarre ne uscire in città . La coda stamattina iniziava già dall'ascensore ( anche se è arrivata voce che un operaio metalmeccanico del quartiere Paolo VI sia rimasto bloccato in bagno durante la toilettatura mattutina alle parti basse ). Scene di panico segnalate più o meno in ogni parte della provincia : a Crispiano una anziana signora di 86 anni è stata ricoverata d'urgenza in stato di semiassideramento mentre cercava di raggiungere il centro aggrappata ad un'ambulanza che viaggiava nella corsia di emergenza ( " lasciateemi, devo andare alla posta a ritirare la pensione se non non arrivo a fine meeese !! " ) ; a Pulsano un bimbo di 5 anni è stato recuperato dai Vigili del Fuoco sul tetto della villetta mentre aspettava la cicogna per chiederle un passaggio ( " visto che deve passare a lasciare alla mamma il fratellino nuovo volevo uno strappo per andare in asilo, oggi c'è la pasta con la zucchina !! ).Fortunatamente, è in casi come questo che il rinomato ingegno degli eredi di Sparta si attiva producendo soluzioni sbalorditive. La Guardia Costiera ha pubblicato sul suo sito internet la notizia ( correlata dalla foto di seguito riportata )  che un gruppo di dipendenti del Comune si sia organizzato a raggiungere il centro a nuoto attraversando il canale navigabile ( Io stesso a bordo della paranza 1 ne ho soccorso più di qualcuno spinto dalla corrente tra i pali delle cozze ). Da Gioia del Colle ci arriva invece segnalaizone  che un gruppo di impiegati di una non meglio specificata azienda di trasporti abbai noleggiato un charter e si sia fatto paracadutare ( la foto è stata scattata mentre "sorvolano" Mar Piccolo ).  A questo punto la domande sorge spontanea : ma con quali criteri il servizio tencico del comune stabilisce le date di apertura dei cantieri ? A tal proposito è stato indetto un sondaggio tra tutti i naviganti ( partecipate copiosi ) :

A) ........ CAZZO !

B) In relazione della percentuale asimmetrica di precipitazioni previste nel quadrante di operatività meno il cubo del quadrato della fila media procapite annuale sopportata dal cittadino medio elevato a potenza per le bestemmie ricevute a causa dei restringimenti di carreggiata ;

C) Col gioco delle tre carte ;


postato da: UccioParanza alle ore 12:06 | link | commenti
categorie: taranto, traffico, code
domenica, 11 gennaio 2009

ILVA : IL BICCHIERE MEZZO PIENO . . .

ilva1


postato da: UccioParanza alle ore 17:12 | link | commenti
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CORSIA PREFERENZIALE

22-12-06_1140Il comune è in crisi ? La soluzione di tutti i problemi è semplice e alla portata di tutti i cittadini che possono così contribuire deliberatamente a risanare le dissestate casse municipali : piazzare videocamere su corsie di emergenza e riservate. Prestate un po di attenzione ( e fatevi due calcoli ) : durante i 10 / 15 minuti in cui sono rimasto ormeggiato sotto la "ringhiera" ( Città Vecchia )  intento nella settimanale disputa a "padron e' sott " con un paio di miei colleghi rimorchiatori, ho contato ( e non solo, vedi foto ) 21 (!!) fenomeni sfrecciare sulla corsia riservata ( bus, taxi, etc. ). Sottostimiamo : 21 x 4 = 44 ( media delle infrazioni orarie ). 44 x 24 = 1056 ( media infrazioni giornaliere ). 1056 x 80 euro ( circa ) = 84480 euro / giorno. E tutto questo su di un'unica strada. Provate a moltiplicare x tutte le altre strade .....


postato da: UccioParanza alle ore 10:01 | link | commenti
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sabato, 10 gennaio 2009

UCCIO IS BACK !!

Dopo un periodo di pausa sabbatica durato due anni , passati ai cantieri a rimettere a posto la mia PARANZA 1, UCCIO PARANZA è tornato ... carico di mervaviglie .... A proposito, sono anche su FACEBOOK ( potete cercarmi come Uccio Paranza ) dove mi è arrivata segnalazione che abbiano "copiato" tal quale il mio post "ADOTTA UNA BUCA" per creare un gruppo. Poco male, dopotutto internet è condivisione ...


postato da: UccioParanza alle ore 15:14 | link | commenti
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mercoledì, 29 agosto 2007

IL MARE E IL MALE DI TARANTO

IL MARE DI TARANTOmare 007

IL MALE DI TARANTOmare 001 ...

... I TARANTINI.

mare 003mare 002

 

 

 

 

 

 

C'è pero da dire una cosa : che la buona volontà è contagiosa. Perchè l'esito di un pomeriggio passato con guanti, retino e sacchi della spazzatura  per cercare di rimuovere una parte di quanto sopra ha dato i sui frutti ( oltre che in termini di pulizia ). Più di qualcuno ritornando verso l'auto ha arraffato lungo il tragitto lastricato di cattive intenzioni una delle tante buste di spazzatura disseminate e l'ha destinata al vicino cassonetto. Diamo l'esempio.


postato da: UccioParanza alle ore 10:36 | link | commenti (10)
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mercoledì, 22 agosto 2007

LA CIRCUMPEDALATA

circummarpiccolo2 bnCon un po’ di fortuna  è possibile imbattersi in un vecchio "cozzarulo" del Mar Piccolo che racconta ancora con trasporto e commozione una storia di tanti anni fa. Anni in cui per guadagnare pochi centesimi bisognava sottoporsi a quotidiani chilometrici viaggi su carrozze ferroviarie , adibite per lo più a trasporto merci e bestiame , stipate all'inverosimile, lerce e maleodoranti. Viaggi che dall’entroterra orientale della provincia riversavano sulle sponde del Mar Piccolo ( grazie ad una linea ferroviaria oramai quasi dimenticata ) manovalanza per il carico delle cozze e delle ostriche sui carri destinati ai mercati della regione. Naturalmente non tutti avevano la fortuna di guadagnarsi quelle poche lire ( o magari un po’ di molluschi e pesce da portare a casa la sera per la cena ). Per essere reclutati dai pescatori burberi ed esigenti bisognava essere forti e ( soprattutto ) intraprendenti. Il protagonista del racconto non era molto forte, ma dove non lo sostenevano braccia nerborute e gambe resistenti lo reggeva un cervello affilato e una gran sfacciataggine. Non a caso era conosciuto come “ U’ Mafrone “. Grazie al suo “saper fare” riuscì a garantirsi ben presto un posto fisso entrando nelle grazie di un pescatore e soprattutto nel cuore della sua bella figlia. E fu così che una mattina , passandosi una cesta, le loro mani finalmente si sfiorarono e il sentimento annunciato dai tanti sguardi furtivi scambiati in precedenza sbocciò definitivamente.
Ogni mattina alla buonora la piccola figlia del pescatore andava ad attendere il suo amato proprio sotto il viadotto nella foto. In quel punto il treno rallentava , grazie ad un macchinista compiacente , e gli aspiranti lavoratori avevano la possibilità di lanciarsi dai vagoni per iniziare una nuova giornata di lavoro. Tutte le loro giornate erano prodighe di sudore e sacrifici e avare di pause, in modo da poter racimolare  quei pochi minuti da spendere assieme sotto al viadotto, in attesa che il treno ripassasse  per riportare i lavoratori a casa.
La loro storia durò un’intera stagione alimentandosi d’amore e ( purtroppo )  di invidia. L’invidia di un amante respinto che mal sopportava che un misero scaricatore fosse il motivo del suo amore non corrisposto dalla bella figlia del pescatore.
E fu così che mani erose dall’invidia e dalla cattiveria elargirono un sinistro compenso a quelle avide e senza scrupoli di un macchinista.
L’ultima sera i due amanti si salutarono dopo essersi promessi sposi alla Basilica dei S.S. Pietro e Andrea. Sotto il viadotto “U’ Mafrone” saltò al volo sul vagone e salutò la sua bella con il solito reverente inchino con la coppola di tela sretta tra le mani. Fu il loro ultimo saluto. Arrivati alla fine dell’ultima curva, in vista delle prime casupole del centro abitato,  “ U’ Mafrone “, perso nei suoi sogni d’amore , non si accorse che il treno anziché rallentare aveva accelerato. Raccolse il pesce destinato alla cena, si sistemò la coppola e si lanciò dal vagone.
La mattina dopo , quella seguente e quelle seguenti ancora  la piccola figlia del pescatore lo attese invano al solito posto. Alla preoccupazione susseguirono speranza e disperazione. Nessuno aveva sue notizie. Nessuno lo aveva più visto da quella sera. Lo attese ogni mattina con la pioggia che dissolveva le sue lacrime. Lo attese ogni mattina con il sole che bruciava la sua ferita. Lo attese ogni mattina col freddo che le riscaldava il cuore . Lo attese per tanto tempo. C’è chi dice mesi. C’è chi dice anni. La sua sagoma inconfondibile , inginocchiata sempre nello stesso punto davanti al viadotto in cima al lieve pendio che scivolava sulle rotaie, era ormai diventata familiare ai pescatori ed ai lavoratori che transitavano nella zona.
Continuò ad attenderlo anche dopo che la ferrovia fu caduta in disuso , l’ultimo treno transitato da un pezzo e le erbacce ormai ingoiato i binari.
Si racconta  che lo attese così tanto che sulla colonna del viadotto è ancora possibile rintracciare la sua sagoma, il negativo della sua ombra proiettata dal sole per tutto quel tempo.
Fino a quando un giorno, semplicemente, non la videro più.
 
Il vecchio “cozzarulo” è convinto che ancora adesso, a distanza di anni ( tanti anni ) continuino a darsi appuntamento al solito posto. Sotto al viadotto. E che in particolari notti ( quelle a ridosso delle prime abbondanti piogge di autunno, quando i “citri” riprendono a dispensare alacremente acqua dolce nel Mar Piccolo ) , grazie alla luce dispensata dalla luna , è possibile scorgere due ombre sulla base della colonna del viadotto, in cima al lieve pendio. Le ombre di due giovani amanti che si tengono per mano.

Dove finisce la storia e dove inizia la leggenda ?
 
Non si sa. Quello che si sa invece è che i posti descritti in questa piccola storia triste e romantica esistono davvero, e sono a due passi dalla punta del nostro naso. circummarpiccolo 008
Mi è bastato poco per scoprirli , respirare aria pulita e tornare indietro nel tempo.
E’ bastata una bici nuova e un paio di giorni spesi in giro sulla “ circummarpiccolo “. Una sala e ricostituente pedalata , lasciandosi alle spalle l’eterno cantiere della nuova IPERCOOP e abbarbicandosi ben presto sui pendii che allontanandosi dal mare mi hanno permesso di scoprire posti di cui ( mi vergogno ? ) ignoravo l’esistenza e che mi hanno per l’ennesima volta fatto riflettere sulle enormi , inespresse potenzialità della nostra amata e martoriata città.
Sentieri, Ulivi, Sole, Mare, Monasteri, Basiliche, Paludi, Natura. Cos’è, la pubblicità del parco nazionale della Majella ? Di un’area faunistica  del Trentino ? circummarpiccolo 010
No, stiamo parlando della CIRCUMMARPICCOLO, recentemente ( tristemente ) risalita agli onori della cronaca come ricettacolo di prostituzione e scenario di abusi edilizi. Una zona in cui a breve distanza di pedale è possibile passare da una Basilica sorta nel 1392 sulle ceneri di un’antica villa romana ( la basilica dei SS Pietro e Andrea, recentemente ristrutturata con la masseria che la contiene trasformata in zona turistico - ricettiva di lusso ) circummarpiccolo 011 al viadotto della storia di cui sopra. Scendendo a lambire il mare e i suoi due seni, spingendosi fino alla foce del fiume CERVARA e al monastero dei Battendieri ( così chiamati perché nelle acque del CERVARA si preparavano e “battevano” i panni destinati alla realizzazione dei sai per i frati ) fino a sostare alla palude “ LA VELA” , oasi del WWF , ad osservare cormorani, chiurli, fenicotteri, falchi di palude e gru.
Una CIRCUMPEDALATA davvero ricostituente da consigliare a tutti. E chissà che non la si possa fare insieme, cogliendo magari l’occasione per promuovere interventi per la valorizzazione e la promozione della CIRCUMMARPICCOLO.
Una sana occasione per far capire ai Tarantini quanto fortunati e stolti siano. Se qualcuno di dovesse trovare interessante l’iniziativa, si facesse sentire.
Tutti insieme per una CIRCUMPEDALATA in autunno, quando i Citri riprendono a dispensare alacremente acqua dolce nel Mar Piccolo.
p.s. PER LA SERIE " ANCHE QUI' E' ARRIVATA LA CIVILTA' " :
circummarpiccolo 004circummarpiccolo 001

postato da: UccioParanza alle ore 09:10 | link | commenti (6)
categorie: circumpedalata
giovedì, 24 maggio 2007

ESERCITAZIONI NATO : TRAGEDIA !

raso

postato da: UccioParanza alle ore 17:55 | link | commenti (1)
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lunedì, 21 maggio 2007

A FATIJE S' CHIAME CUCUZZ ...

Come se non bastassero le innumerovoli ribalte che ultimamente hanno coinvolto la nostra martoriata Taranto ( dissesto, diossina, polveri, malasanità, truffe, violenze sessuali su minorenni e "incapaci", etc. ) ieri sera è andata in onda su RAI TRE un'interessante puntata di REPORT che ha messo alla berlina una delle categorie più odiose e ripugnanti della nostra combriccola di furbi : i parassiti. Stiamo parlando dei "rubastipendio", o "mangia pane a tradimento" che dir si voglia. La puntata dl rotocalco di rai tre era incentrata sui "lavoratori" dell'arsenale di taranto e , come era lecito apsettarsi, le "soprese" ( anche in questo caso il virgoletato è d'obbligo ) non sono mancate. Il resoconto completo della puntata lo trovate qui www.report.rai.it/R2_popup_articolofoglia/0,7246,243%255E1072467,00.html, io mi sono permesso di fare un po di "copia e incolla" :

da REPORT del 20/05/07

SABRINA GIANNINI FUORI CAMPO
Questo documento mostra l’attività interna dell’arsenale proprio in quell’ area dove gli operai statali dovrebbero fare le manutenzioni. Le numerose auto parcheggiate fuori dalle office fa pensare che siano già tutti al lavoro. Questa è l’officina congegnatori, si dovrebbero fare lavori di meccanica.  C’è un operaio fuori. Dentro dovrebbero lavorare 50 addetti, ma non c’è nessuno. I Macchinari sono fermi, in stato di abbandono. Questa è la fonderia, non viene utilizzata da anni. C’è un addetto, e  ha le mani in tasca. Questa è l’officina motori: deserta. Anche nell’officina tubisti non c’è nessuno. Questa è la carpenteria. Ancora una volta strutture fatiscenti e costosissimi macchinari inutilizzati… I dipendenti vivono alla luce del sole la loro inoperosa condizione, convinti che nessuno li possa vedere dentro quella città militare protetta dalle mura.  

UOMO 1
Ci sono 15 gruisti là dentro, che stanno lì senza fare niente, passano l’intera giornata a giocare a carte. Vedi le gru sono quelle, sono le tre altre lì, sono tutte quelle bianche e rosse, uno, due e tre, sono tutte ferme vedi non lavora nessuno.

SABRINA GIANNINI FUORI CAMPO
Secondo la procura i dipendenti coinvolti nella vicenda giudiziaria si sarebbero gonfiati illecitamente le buste paga fino a 20,40,100 mila euro al mese, aggiungendo varie voci di straordinario.  

GIOVANNI MONACO – Guardia di Finanza Taranto
Avrebbero dovuto avere delle capacità soprannaturali, insomma, per poter far fronte a questa mole di lavoro. Praticamente partecipavano contestualmente sia a progetti sia a commissioni, sia a straordinario. Una giornata avrebbe dovuto essere minimo di 48 ore.


postato da: UccioParanza alle ore 18:00 | link | commenti
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FATEVI VEDERE, MA DA UNO BRAVO

malasanita1malasanita2

malasanita3

paranza1 copy

Ultimamente si sente davvero parlare troppo di MALASANITA' a TARANTO. Dalla triste cronaca dei decessi all'ospedale di Castellaneta, in cui si chiude un reparto dietro l'altro, alle "vicissitudini" delle truffe ai danni della ASL ( e dei cittadini )organizzate dalla Casa di Cura D'Amore . E' forse arrivato il momento di approfondire i vantaggi dell'Omeopatia ?


postato da: UccioParanza alle ore 14:05 | link | commenti
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