
La notizia ( VERA ) è di quelle che fanno davvero riflettere : la provincia di Taranto , per mezzo della società di servizi TARANTO ISOLA VERDE, si è dotata di un avveniristico e sofisticato sistema per monitorare lo stato delle strade Joniche : una VIDEOCAR. Devo dire la verità, all'inizio ero incredulo. Poi ho riletto attentamente la notizia ( credo fosse una pagina del Corriere del Giorno quella volatami in faccia e proveniente dal veicolo di un'allegra coppietta infrattatasi al Viale del Tramonto e indaffarata nelle pulizie del "dopotrombo" ). E' tutto vero. Uno speciale veicolo munito di videocamera e apparecchiature "speciali" percorrerà tutti i km della provincia alla ricerca di dossi e buche. A questo punto mi chiedo quanto sia potuto costare un veicolo così avveniristico e, sopratutto, chi abbia messo a punto il software e i sensibilissimi sensori capaci di individuare e registrare le impercettibili asperità del nostro manto stradale. Naturalmente abbiamo voluto vederci chiaro. Pare che la speciale VIDEOCAR si sia resa indispensabile in seguito al clamoroso "flop" del metodo precedentemente utilizzato e che pare ( stando alle ultime indiscrezioni ) sia uno dei motivi scatenanti dell'ormai tristemente noto dissesto tarantino : il Bucaiolo. Ovvero "l'operatore a piedi " pagato dal Comune per segnalare tutte le buche della città e della provincia al fine di realizzare una vera e propria mappa. I primi 30 bucaioli sono andati dispersi dopo la prima settimana di lavoro. Il comune si è pertanto visto costretto a procedere a nuove assunzioni oltrechè a procedere con costose operazioni di ricerca degli operatori dispersi. Operazioni che, fortunatamente ,sono andate tutte a buon fine : Luigi, un bucaiolo di 26 anni, è stato ritrovato solo la settimana scorsa in una buca in Via Galileo Galilei dove aveva vissuto per 30 giorni nutrendosi degli scarti di “Gianbonetti “ gettati fuori ai finestrini e bevendo acqua piovana. Rosa, un bucaiola di 35 anni, è stata ritrovata casualmente solo ieri in una buca in C.so Umberto dopo che un operatore della Taranto Servizi si era visto risputare in faccia una colata di bitume.Pertanto, proprio per ridurre sensibilmente i rischi legati alla sicurezza,